Bolletta dell’acqua, batosta dal prossimo anno: tutti gli aumenti, città per città

Anche la cifra da pagare per la bolletta dell’acqua è in forte rialzo; ecco come si divideranno gli aumenti in tutto il territorio italiano

L’inflazione in Italia ha colpito ogni settore, con un aumento del livello medio generale dei prezzi di beni e servizi. Il tasso attuale, nella nostra nazione, da gennaio 2023 a ottobre 2023 è uguale al 6,7 per cento. Tuttavia, nel novembre del 2023, l’Istat ha registrato una diminuzione in tutto il continente europeo, raggiungendo quota 2,4 per cento, contro stime del 2,8 e 2,9 per cento, nel mese di ottobre, mentre, a settembre, al 4,3 per cento.

Bolletta acqua aumenti
Bolletta dell’acqua in aumento: come cambia da città a città – ilecce.it

Il caro vita non ha risparmiato nessuno, nemmeno dei beni essenziali e vitali come l’acqua. Insieme all’aumento delle bollette per gas e luce, i dati rilevano anche un forte aumento della bolletta dell’acqua. Secondo l’Osservatorio prezzi e tariffe, nel corso dell’ultimo anno, in tutto il territorio italiano, si è registrato un aumento delle cifre richieste per il servizio idrico. Lo scorso anno, i cittadini italiani hanno dovuto subire un rincaro dei prezzi sia sull’energia, con le bollette, sia sui prezzi di ogni bene e servizio, aumentati a causa dell’inflazione.

Italia: il caro vita colpisce anche l’acqua, in ogni regione, provincia e città

Altroconsumo, recentemente, ha attuato un’inchiesta relativa all’acqua potabile, i dati finali sono stati devastanti. I risultati hanno dimostrato aumenti medi del 9,5 per cento, in un paio d’anni (da dicembre 2021 a oggi), con una media di 466 euro di spesa a nucleo familiare. La ricerca condotta da Altroconsumo, ha preso in considerazione un esempio di una famiglia composta da tre persone, la quale consuma 182 metri cubi di acqua all’anno, ossia 166 litri di acqua al giorno a testa, applicando tariffe imposte dalla maggior parte delle città capoluogo di provincia.

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I risultati dell’inchiesta di Altroconsumo sull’acqua – Credits: altroconsumo.it – illecce.it

Nel 2021 è stato condotto il medesimo esperimento, considerando gli anni dal 2017 al 2021. La stessa indagine, presentata in passato, ha rivelato risultati molto più contenuti, infatti, gli aumenti medi erano del 9,7 per cento, in ben quattro anni, non due. Cosa dimostra questa ricerca? Ci fa riflettere e ci fa vedere come le spese aumentano, come continueranno ad aumentare, in parallelo all’inflazione sui prodotti, beni e servizi.

Gli aumenti si differenziano da città a città, per esempio, Catanzaro, in Calabria, è l’unico comune in cui non si è verificato nessun aumento nella bolletta dell’acqua negli ultimi due anni, anche Bari ha seguito, più o meno, la stessa linea, mostrando un incremento del solo uno per cento. Al primo posto della classifica delle città che hanno subito più aumenti, c’è Bolzano, dove la tariffa arriva fino a 35,4 per cento; una cifra sconvolgente.

Tra le città che seguono la direzione di Bolzano, troviamo Torino, con il 17,5 per cento; Trento e L’Aquila, a parimerito, con il 17,3 per cento; Milano con il 16,4 per cento; Genova si classifica con il 14,4 per cento; assurdamente Ancona, con il 13,7 per cento; Palermo con il 12,3 per cento; Trieste 12,2 per cento; 11,9 per cento Roma; Perugia si avvicina alla capitale con l’11,7 per cento; Firenze segue con l’11,6 per cento; Cagliari con il 9,6 per cento; Bologna 7,6 per cento; Venezia 6,6 per cento; Aosta 4,9 per cento. Infine, troviamo Bari e Catanzaro.

Dobbiamo ricordare, però, che i rincari percentuali non corrispondono obbligatoriamente ad un’alta spesa da sostenere per le famiglie. Per capire meglio, vi facciamo degli esempi. Bolzano, nonostante sia la città con la percentuale di aumenti più alta, dall’altro lato, spicca per presentare una tariffa economica, con una spesa di 344 euro a famiglia. Milano detiene il primato per essere il capoluogo con la tariffa più bassa, poiché la spesa media da sostenere è di 163 euro a famiglia. Altroconsumo ha anche stimato la tariffa del servizio idrico e Milano risulta essere la più economica, con una spesa di 89 centesimi a metro cubo. Siena, invece, è la peggior città, la più cara, dove la spesa media a famiglia è di 810 euro, con una tariffa idrica quattro volte superiore, ossia a 4,45 euro, a metro cubo.

Lo studio effettuato da Altroconsumo, ha inoltre evidenziato che la classe di spesa più comune è quella che prevede le bollette annuali, dai 370 ai 500 euro, che mostra gli estremi di Alessandria con 371 euro e Macerata con 495 euro; un costo che raccoglie la maggioranza relativa al campione (42 per cento). Il secondo gruppo di città più numeroso (25 per cento), tratta i capoluoghi di provincia, in cui la stima di spesa a famiglia varia dai 500 ai 700 euro all’anno: 502 euro La Spezia e 693 euro Massa.

Le provincie che risultano più care sono quelle toscane, tranne per Massa e Lucca. Firenze evidenzia una spesa di 742 euro e Siena 810 euro annui, quest’ultima ha conquistato il primo posto nella classifica delle città con le tariffe dei servizi idrici più care. Un’altra città, fuori dalla Toscana, che ha superato i 700 euro, è Frosinone, con una spesa media di 740 euro all’anno.

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