Lecce nei versi dei poeti. Claudia Ruggieri

Il giogo del calcinaccio
nella pietra porosa.
La brusca decisione
dei Cristi
nelle chiese.
L’invito soffocato
delle braccia bloccate
del teatro.

Il triste soliloquio
del santo nella piazza ed
il continuo mescere
le frasi
dei contadini
in beghe del tuo foro.
Il limite di vigne
e di contrade
spaccate dalle preci
di donne nere
e gonfie.

E le vocianti truppe
dei sapienti guerrieri
espugnano e violentano
la tua fertilità e
ti allontanano
sterile e secca nel tuo alibi.

Un lento accordo di pietra
e di divino;
di tabernacoli gonfi di sospetti
nelle silenti strade
che menano a quel Refe
che ti lega
indissolubilmente ti stringe
contro il petto del sole.

Un sole che ti lascia
Strana, mentre vorace;
sui tuoi carmi
continua a banchettare.