La leggenda del penscatore che non sapeva nuotare. Il mito che diventa contemporaneità.

Terzo appuntamento con “Mitika”, rassegna del teatro classico organizzata dall’associazione “Aletheia Teatro”, diretta dall’attrice Carla Guido, e sostenuta dal Comune di Lecce. Martedì 29 agosto, al Teatro Romano di Lecce (ore 21), di scena infatti lo spettacolo “La leggenda del pescatore che non
sapeva nuotare” di Agnese Fallongo, che si avvale della regia di Alessandra Fallucchi e della consulenza artistica e organizzativa di Alessandro Machìa per AC Zerkalo; sul palco, invece, Eleonora De Luca, Teo Guarini, Agnese Fallongo, Domenico Macrì.  Qual è la nostra Itaca? Da questa domanda nascono la drammaturgia e la messinscena della “Leggenda del pescatore che non sapeva nuotare”, che ha come tema il mito del mare e che vede avvicendarsi sul palco quattro personaggi che raccontano le proprie storie
di vita: una crasi tra realtà, Mito e leggenda popolare. La leggenda si unisce al Mito diventando voce di contemporaneità: Mamozio, Maria, Reginella e Arturo, due uomini e due donne che incarnano tutte le vicende più commoventi e divertenti, raccontate da persone intervistate nei vari paesini del Centro-Sud dell’Italia e poi parte integrante dello spettacolo.


Un pescatore calabrese che non sa nuotare; un pizzaiolo romano chiuso nella Garbatella degli anni ‘40; una ragazza che sogna di ballare uno swing in una Sicilia devastata dal dopoguerra e una giovane donna napoletana che non vuol sentire parlare d’amore, a ragion veduta. Ogni personaggio e ogni storia sono una sorpresa emozionante, un’altalena tra il divertente e dramma che non conosce requie, neanche quando interviene l’elemento musicale che fa da fil rouge tra un racconto e l’altro attraverso canti popolari e polifonici, musiche dal vivo e strumenti tradizionali, diventando le note drammaturgia nella drammaturgia. Lo spettacolo vuol far si che il pubblico si abbandoni alle acque di una saggezza popolare tramandata dal Mito, e a quest’esigenza è legata la scelta di utilizzare differenti dialetti, quello “scrigno linguistico” posseduto dal nostro Paese in maggior numero al mondo, come del resto accade con le tradizioni e le culture popolari. Insomma, uno spettacolo dalle tinte pastello, ma al contempo ricco di pennellate che ricordano il Fauvisme francese e la violenza dei suoi colori accesi. Si piange, si ride, ci si commuove: uno spettacolo tragicomico che parla a tutti. Come la vita. Gli altri spettacoli in programma per “Mitika” sono, il 4 settembre, l’ “Orestea”, con la regia di Giuseppe Argirò, e il 6 settembre “Il pomo della discordia” con la Compagnia dei Bambini di Scenastudio (inizio spettacolo alle 20.30).
I biglietti per gli spettacoli della rassegna sono disponibili dalle 9 alle 22 al Castello Carlo V di Lecce. Costo poltrone 12 euro, gradinate 10 euro. Costo prevendita 0,50.  Parte integrante del progetto culturale annesso alla rassegna, e sostenuto dalla Regione Puglia, anche due reading previsti dall’ 11 al 13 settembre,  dalle 19 alle 21, presso la Fondazione Palmieri: “I canti del mare” (voci recitanti Michela Leopizzi, Agnese Perrone e Alberto Sgobba), che si terranno in contemporanea con “Iconae” (esposizione
di Mario Pellegrino). Il 28 e 29  settembre dalle 16 alle 20, nel Teatrino del Convitto Palmieri, spazio invece al workshop “Il movimento del corpo e la vocalità nel dramma antico”, a cura del regista Antonio De Carlo e
dell’attrice Carla Guido.